Il mondo cristiano oltre a celebrare tutto l'anno Maria come Madre, fa di maggio un mese speciale per ricordare che solo con Lei trasformiamo ogni nostro respiro in un cammino verso Gesù.
Il mondo cristiano oltre a celebrare tutto l'anno Maria come Madre, fa di maggio un mese speciale per ricordare che solo con Lei trasformiamo ogni nostro respiro in un cammino verso Gesù.
Bambini più cari che mai,
oggi fate un passo che non è solo vostro: è un passo che allarga il mondo. La Prima Comunione non è un rito da incorniciare, ma un varco: un piccolo passaggio che cambia il modo di guardare Dio, le persone, il creato, di ascoltare, di voler bene.
Viviamo in un tempo in cui la violenza sembra l'unica soluzione possibile alle varie situazioni che l'uomo si ritrova ad affrontare. Si accende la tv e si è avvolti da parole cariche di paura, di rabbia, sempre e unicamente parole usate per costruire muri e muri di indifferenza, di violenza e di ingiustizia e quindi... parlare di pace sembra quasi un’utopia.
In questi giorni la parola pace torna fragile. E quando il Papa richiama il Vangelo per difendere l’umano e gli innocenti — non gli interessi dei potenti né la logica delle armi — spesso viene contestato, frainteso, persino aggredito verbalmente. Accade perché la pace evangelica non è neutrale: smaschera ciò che alimenta la violenza, mette a nudo orgogli, calcoli, prepotenze.
Il Triduo che abbiamo vissuto è stato un dono. Un dono preparato con cura, celebrato con intensità, abitato da una comunità che sa ancora lasciarsi toccare dal Vangelo.
La Pasqua non è una scorciatoia. Non è un analgesico. Non è un “andrà tutto bene”. La Pasqua di Gesù è una luce che non evita la notte, ma la attraversa. È una voce che non spiega il dolore, ma lo abita. È una presenza che non cancella le ferite, ma le trasforma in porte. È un Dio che non ci chiede di essere forti, ma di lasciarci prendere per mano.